La Storia
Era il 1969 quando a Varano Melegari in prossimità del torrente
Ceno fu posta la prima pietra dell'Autodromo
"Riccardo Paletti". La storia e la crescita
dell’Autodromo di Varano, come viene familiarmente chiamato
dagli addetti ai lavori, sono caratterizzate da tre
significative tappe cronologiche. La prima ci riporta alla
deposizione della fatidica prima pietra, quando alla fine del
1969 venne realizzato il primo abbozzo del futuro circuito. Un
semplice anello di 550 metri, con una leggera variante sul lato
nord, che si sviluppava intorno al campo da calcio del paese. |
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Si deve
giungere alla primavera del '71 affinché l'impianto si possa
ergere al rango di "autodromo", quando viene ultimato
l'allungamento che porta il tracciato a misurare 1.200 metri. E
fu proprio con l'estate del '71 che l'Autodromo di Varano visse
la sua prima "vera" stagione agonistica. Ma fu l'anno
successivo che il tracciato assume quella che è la sua attuale
lunghezza: quei caratteristici 1.800 metri misto lenti che lo
hanno reso celebre nel mondo dei motori. |
Il circuito,
inaugurato ufficialmente il 26 marzo 1972, venne dedicato a San
Cristoforo, protettore dei camionisti, e in genere di tutti gli
automobilisti. Questa data resta con ogni probabilità, fino ad
ora, la tappa più significativa della storia dell'Autodromo di
Varano Melegari. A questo punto non resta da compiere che
l'ultimo, indubbiamente più impegnativo, salto in avanti:
superare il muro dei 2.000 metri di lunghezza. I progetti per
questo decisivo allungamento sono già pronti, i tecnici sono già
al lavoro. L'appuntamento per portare il circuito a 2.800 metri
è fissato per l'anno duemila.
L'attuale denominazione "Riccardo Paletti", che risale
al 1983, è un omaggio alla memoria del giovane pilota milanese,
grande "amico" dell'autodromo varanese, tragicamente
scomparso nel giugno dell'82 durante il Gran Premio del Canada
di Formula 1. Parallelamente allo sviluppo tecnico si è
verificata un'analoga crescita sotto il profilo societario, il
cui fondamentale mutamento risale al 1981, quando la gestione
dell'autodromo passa dalla Pro Loco alla So.ge.sa, una società
nata appositamente per gestire in maniera manageriale il
circuito e le numerose manifestazioni ospitate. |
Oggi
l'Autodromo "Riccardo Paletti" è divenuto, oltre che
sede abituale di numerose manifestazioni motoristiche (test
tecnici di pneumatici, di motori, di componentistica tecnica),
appuntamento classico nel calendario delle più importanti
competizioni di settore, come ad esempio il Campionato Italiano
Velocità Turismo, quello Prototipi, la Formula 3, gli assoluti
nazionali Grand Prix 125cc e 250 cc nelle moto.
Proprio il proliferarsi degli appuntamenti e l'accrescere della
loro importanza ha imposto il continuo sviluppo e ammodernamento
delle infrastrutture e dei servizi offerti. Dall'installazione
di moderni panelli insonorizzati all'ampliamento delle vie di
fuga, dalla continua asfaltatura della pista alla copertura
della tribuna per gli spettatori, fino alla recentissima
costruzione di nuove strutture per boxes (in totale sono 19)
oltre che della palazzina deputata ad ospitare gli uffici
direzionali della So.ge.sa, l'ambulatorio medico, e la sala
stampa. |
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Dal 1991
l'Autodromo "Riccardo Paletti" è sede stabile del
Centro Internazionale Guida Sicura (CIGS) ideato e diretto
dall'ex pilota di Formula 1 Andrea de Adamich.
Nella storia dell'Autodromo vanno ricordate due manifestazioni
che hanno rivestito un'importanza e un significato particolare.
Innanzitutto per il loro scopo solidaristico e in secondo luogo
perché richiamarono a Varano un'immaginabile cornice di
pubblico. Nel 1976 venne organizzata, in collaborazione con la
rivista Autosprint e l'Alfa Romeo, l'indimenticabile "Corsa
per il Friuli" |
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volta a
contribuire alla ricostruzione delle zone colpite dal
violentissimo sisma. Sulle Alfasud si cimentarono tutti i
migliori piloti di Formula 1di allora, da Lauda a Regazzoni, da
Fittipaldi a Scheckter. Fu un trionfo. L'incasso record permise
di costruire a Lusavere un asilo nido intitolato a Graham Hill.
Quattordici anni dopo, nell'ottobre del '90, Varano si volle
ripetere.

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L'occasione
fu data dall'inagibilità del circuito del Mugello che liberò
una prova del C.I.V.T., fu così che il "Riccardo
Paletti" ospitò la "Corsa per la vita" il cui
introito venne devoluto alla Lega Italiana per la lotta contro i
tumori.
L'Autodromo "Riccardo Paletti" è celebre per essere
stato, e per esserlo tuttora, palestra e primo palcoscenico
importante per tanti giovani che sarebbero diventati affermati e
celebri campioni delle due e delle quattro ruote. Addirittura
Campioni del Mondo come nel caso di Jacques Villenueve, che
proprio sul circuito di Varano |
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mosse i suoi
primi passi in Formula 3, oppure di Valentino Rossi, fedelissimo
frequentatore del circuito già in giovanissima età. Ma tanti
altri personaggi si sono cimentati con le difficoltà della
curva Ickx o della Parablica: Giancarlo Fisichella, Alessandro
Nannini, Babini, Tamburini, Luca Badoer, Doriano Romboni, Ivan
Goi. Dimenticandoci sicuramente di parecchi nomi, a cui porgiamo
le nostre scuse.
Da ultimo una curiosità. Sapete perché una delle curve
dell'Autodromo "Riccardo Paletti" si chiama "Ickx"?
In onore, o piuttosto disonore, del famoso pilota degli anni '70
Jackie Ickx che in occasione della "Corsa per il
Friuli" imposto male la traiettoria e si ritrovò
maldestramente in mezzo alla sabbia. Meritandosi, a memoria dei
posteri, l'intitolazione della curva.
Il 22 febbraio
2002 entra nella storia del “Paletti” come il giorno in cui
viene ufficialmente aperta la pista da 2375 metri. Era dal
’72, anno in cui venne inaugurata la pista da 1800 metri, che
l’evento era atteso. Dopo anni di lavori e innumerevoli
progetti nel 1999 vengono iniziati i lavori per la costruzione
di un “Anello Prove” nella zona est del circuito che,
sfruttando dei raccordi e delle strade di servizio esistenti,
viene collegato al vecchio circuito dando origine ad tracciato
da 2375 metri. Al posto della “Parabolica”, percorrendo
un’impegnativa “Variante” ci si immette nell’anello (al
culmine del quale è stata ricavata una nuova “Parabolica”),
per poi rientrare, dopo un allungo di quasi 400 metri, nel
vecchio tracciato percorrendo una “1ªEsse” modificata. In
questo modo è stata salvaguardata interamente anche la
“mitica” pista da 1800 metri ancora interamente percorribile
ed abbinabile ad un “Anello Prove” da 500 metri.
Pista
da 2375 metri (configurazione per Gare, Prove Libere, ecc...)

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